Urgenze

(Solo qualche spunto per una riflessione tutta da sviluppare, se volete)

I fronti dell’attuale crisi sono molti:

– Una rinascita della violenza, con atti talvolta feroci nei confronti dei “diversi”, delle donne, degli stranieri, la perdita di sentimenti di solidarietà a favore di atteggiamenti di chiusura, di rifiuto dell’altro;

– Una crisi economica che sembra non finire mai, a dispetto dei messaggi rassicuranti del governo (che non rassicurano nessuno) ed alla quale si risponde con interventi contraddittori, creando anche fra le fasce più deboli una discriminazione di fatto fra chi ha strumenti di protezione e chi è completamente abbandonato;

– Una Giustizia sempre più allo sfascio, ed una classe politica che si divide fra chi pensa ad una riforma “punitiva” e chi non vuole alcuna reale riforma attestandosi sul più marcato conservatorismo;

– Una ondata oscurantista che squalifica innanzitutto chi la fomenta, ma finisce per inquinare ogni reale tentativo di dare risposte “altre” ad una società consumistica e sempre più vuota di ideali e speranze;

– Un immobilismo conseguente all’invasione della politica anche nei campi più lontani come la ricerca e l’innovazione, che hanno bisogno di riconoscimento del merito, di libertà di ricerca, di finanziamenti conquistati con i risultati e non con le appartenenze politiche o familiari;

– Un Paese sempre a rischio di disastri per una politica scellerata di sfruttamento del territorio, per la mancanza di una prospettiva di decrescita e di riqualificazione dell’esistente;

– Una crisi culturale che non investe solo la scuola, ma tutta la società, perché la cultura stessa è diventata un disvalore in questa società dei “furbi”, in questo paese che vive di una eterna lotteria;

– Su tutto questo c’è il problema della Legalità, che tutti li riassume, in un quadro di sfascio procurato da una classe dirigente e da un sistema di partiti che ha come fine ultimo l’autoconservazione, l’arricchimento, il potere.

Le risposte della politica sono evidenti ed evidentemente inadeguate. Nonostante questo la società mostra segni di “resistenza” inauditi. L’insofferenza, l’indignazione, la rabbia portano molti ad atteggiamenti distruttivi, altri alla rassegnazione, altri ancora alla ricerca della facile scorciatoia dell’uomo forte, ma ancora inaspettatamente molti mostrano voglia di partecipazione, desiderio di capire, segnali di speranza. In molti si avverte una “attesa”. La voglia di tornare ad entusiasmarsi per delle battaglie civili, degli ideali nuovi (nuovi perché vecchi di secoli forse). Lontani dalle ideologie che hanno procurato i disastri del secolo scorso, ma pronti a ripartire su nuove basi. Se non fosse per la disinformazione, per la negazione del diritto dei cittadini a conoscere, anche molti dei giovani che si perdono confondendosi in tristi squadroni più o meno nostalgici, potrebbero rivolgere al meglio le loro ansie ed i loro desideri.

A fronte di tutto questo noi vogliamo GRIDARE la nostra proposta. Non è la promessa di un paradiso in terra, non è una bacchetta magica che risolve ogni problema, non è una ideologia che comprende tutto e a tutte le domande risponde. E’ un lavoro paziente, ideale e pragmatico, ragionevolmente visionario. Noi non siamo migliori degli altri, proviamo ad essere migliori di noi stessi, di come siamo stati, di come eravamo fino a ieri. Proviamo ad assomigliare a quel che vorremmo essere.

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